Transizione 5.0 è il piano del governo italiano per incentivare le imprese a investire in tecnologie digitali che producono anche un risparmio energetico. È l'evoluzione di Industria 4.0 e Transizione 4.0 — ma con una differenza fondamentale: non basta comprare macchinari digitali, bisogna dimostrare che consumano meno energia.
Con un budget complessivo di €6,3 miliardi (fondi PNRR), è uno degli incentivi più ricchi disponibili per le PMI italiane nel 2026. Ma è anche uno degli più complessi. Questa guida ti spiega tutto quello che devi sapere.
Cos'è Transizione 5.0 e come funziona
Transizione 5.0 è un credito d'imposta sugli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali che soddisfano due condizioni simultanee:
- Sono tecnologicamente avanzati (rientrano negli allegati A o B della Legge 232/2016 — gli stessi di Industria 4.0)
- Producono una riduzione dei consumi energetici certificata
Il credito d'imposta si applica direttamente sulla dichiarazione dei redditi — non è un contributo a fondo perduto né un finanziamento, ma una riduzione delle imposte da pagare.
Le aliquote del credito d'imposta
Il credito d'imposta varia in base a due fattori: l'entità della riduzione energetica ottenuta e l'importo dell'investimento.
In base alla riduzione energetica
| Riduzione consumi energetici | Credito d'imposta |
|---|---|
| Riduzione del 3-6% (processo) o 3-6% (struttura produttiva) | 35% |
| Riduzione del 6-10% (processo) o 6-10% (struttura) | 40% |
| Riduzione superiore al 10% (processo) o 10% (struttura) | 45% |
In base all'importo investito
| Fascia di investimento | Aliquota massima applicabile |
|---|---|
| Fino a €2,5 milioni | Piena aliquota (35%, 40% o 45%) |
| Da €2,5M a €10 milioni | Ridotta al 50% dell'aliquota base |
| Da €10M a €50 milioni | Ridotta al 25% dell'aliquota base |
Esempio pratico — Investimento €500.000 con riduzione energetica 8%
Chi può accedere a Transizione 5.0
Possono accedere tutte le imprese residenti in Italia — non solo le PMI. Anche le grandi imprese, le società di persone, le ditte individuali e gli enti non commerciali con attività d'impresa.
Non esistono limitazioni settoriali specifiche, ma l'investimento deve riguardare un processo produttivo misurabile in termini di consumi energetici.
Quali investimenti sono ammessi
Beni materiali (Allegato A)
- Macchinari e impianti ad alto contenuto tecnologico e interconnessi
- Robot collaborativi e sistemi di automazione avanzata
- Sistemi di misura e controllo dei consumi energetici
- Macchinari che sostituiscono impianti obsoleti con riduzione certificata dei consumi
Beni immateriali (Allegato B)
- Software di gestione energetica (energy management)
- Sistemi di monitoraggio consumi in tempo reale
- Software MES (Manufacturing Execution System) con funzioni di ottimizzazione energetica
- Piattaforme di intelligenza artificiale per ottimizzazione processi produttivi
Investimenti in energia rinnovabile (novità 2026)
- Impianti fotovoltaici per autoconsumo (fino al 30% del credito totale)
- Sistemi di accumulo energia collegati alla produzione
Come funziona il processo: passo per passo
Perizia ex-ante
Prima di acquistare i beni, devi ottenere una perizia tecnica asseverata da un ingegnere o un ente certificatore che attesti i consumi energetici attuali del processo produttivo e quelli previsti dopo l'investimento.
Comunicazione preventiva al GSE
Prima di avviare gli investimenti, devi inviare una comunicazione al GSE (Gestore Servizi Energetici) tramite il portale dedicato. Il GSE verifica l'ammissibilità e prenota il credito.
Realizzazione degli investimenti
Acquisti i beni e realizzi gli interventi previsti nel piano. Hai tempo fino al 31 dicembre 2025 per completare gli investimenti (prorogabile al 30 giugno 2026 con comunicazione anticipata).
Perizia ex-post e certificazione
Dopo aver completato gli investimenti, un soggetto certificatore attesta che la riduzione energetica prevista è stata effettivamente raggiunta. Senza questa certificazione, il credito decade.
Comunicazione di completamento al GSE
Invii la comunicazione finale al GSE con tutta la documentazione. Il GSE conferma il credito d'imposta spettante.
Utilizzo del credito in compensazione
Il credito si utilizza in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2025 (o 2026 per investimenti prorogati). Non è rimborsabile — si usa solo per ridurre le imposte da pagare.
Documenti necessari
- Perizia tecnica asseverata ex-ante (prima degli investimenti)
- Comunicazione preventiva al GSE con piano degli investimenti
- Fatture e documenti di acquisto dei beni
- Perizia tecnica ex-post che certifica la riduzione energetica
- Comunicazione di completamento al GSE
- Per beni 4.0: dichiarazione del fornitore sulle caratteristiche tecnologiche
Transizione 5.0 + Nuova Sabatini: la combinazione vincente
Questa è la strategia più efficace per le PMI nel 2026. I due incentivi sono cumulabili sullo stesso investimento, con un limite: il totale degli aiuti non può superare il 100% del costo del bene.
Esempio combinato — Investimento €300.000 in macchinari 4.0 con risparmio energetico 8%
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- Non fare la perizia ex-ante. Se acquisti i beni prima di avere la perizia, il credito decade. La perizia deve attestare i consumi PRIMA dell'investimento.
- Non comunicare al GSE prima degli investimenti. La comunicazione preventiva è obbligatoria. Investire prima di inviarla significa perdere il credito.
- Sottostimare la riduzione energetica richiesta. Il minimo è il 3% — sotto questa soglia non si accede. Calcola bene con il consulente prima di procedere.
- Non conservare la documentazione per 5 anni. Il credito è soggetto a controlli. Tutta la documentazione (perizie, fatture, certificazioni) va conservata per almeno 5 anni.
Domande frequenti
Transizione 5.0 è ancora attivo nel 2026?
Sì — il piano è operativo con fondi PNRR. Le risorse sono limitate a €6,3 miliardi totali, quindi è importante non attendere troppo. Le comunicazioni preventive al GSE sono già aperte.
Il credito d'imposta è rimborsabile?
No — il credito si utilizza solo in compensazione tramite F24. Non puoi riceverlo come rimborso in denaro. Se non hai imposte sufficienti da compensare, il beneficio si riduce.
Posso usare Transizione 5.0 per il fotovoltaico?
Sì, ma con dei limiti. Gli impianti fotovoltaici per autoconsumo sono ammessi fino al 30% del credito d'imposta totale, e solo se collegati funzionalmente al processo produttivo.
Quanto tempo ci vuole per ottenere il credito?
Dal completamento degli investimenti e dalla comunicazione finale al GSE, il credito è disponibile per la compensazione nella prima dichiarazione dei redditi utile — di solito 3-6 mesi.